
Il fuoco è un tema particolarmente affascinante, secondo le parole di Jannis Kounellis. Il suo interesse per questo elemento va oltre la sua natura di fenomeno problematico, comprendendo anche i suoi legami con le leggende medievali, dove il fuoco rappresenta sia castigo che purificazione.
A partire dagli anni intorno al 1965, Kounellis si allontana dalla pittura e, a partire dal 1967, nell’anno della cosiddetta “Margherita di fuoco”, il fenomeno della combustione inizia a manifestarsi frequentemente nelle sue opere. In un’opera in particolare, Kounellis mette a confronto la natura e la cultura, mostrando la fiamma ossidrica usata per tagliare le foglie di metallo, sostituendo così la vita organica del fiore con il fuoco stesso, simboleggiando il suo rinnovamento.
Il suo fuoco è intriso di una benefica potenza alchemica, che spazia dalla mistica fiamma delle sue prime opere, fino alla suggestiva presenza di fuliggine negli ultimi anni. Un’esperienza artistica che unisce la forza visiva e simbolica del fuoco con la poetica di Kounellis, trasmettendo un profondo significato sulla natura umana e sulla sua continua rinascita.






